Alcuni catechisti della nostra parrocchia koiné, insieme ai catechisti provenienti dalle altre parrocchie della Diocesi di Senigallia, si sono uniti al pellegrinaggio organizzato dall’ Ufficio Catechistico Diocesano, nella persona del responsabile Don Emanuele Piazzai, che li ha guidati e condotti lo scorso sabato 27 settembre da Greccio, sulla vie di San Francesco, a Roma per partecipare alla Santa Messa celebrata da Papa Leone XIV in Piazza San Pietro domenica 28 settembre in occasione del Giubileo dei catechisti.
“….I catechisti, come i discepoli di Gesù, ne diventano testimoni; sono uomini e donne della parola di Dio che sono chiamati a pronunciare e trasferire agli altri la fede con la propria vita. Lo stesso nome del ministero che svolgono, la catechesi, viene dal verbo greco katechein, che significa “istruire a viva voce”, “far risuonare”….”
Queste parole sono tratte dall’ omelia del Papa e già introdotte il giorno precedente da Don Riccardo Lenci durante l’ incontro titolato “Conversando con Lui” tenutosi a Greccio nella struttura ospitante Hotel Oasi di Greccio per la giornata di sabato, sottolineando nel suo discorso l’ importanza per tutti e soprattutto per chi abbraccia il ministero della catechesi di imparare a pregare la Parola, suggerendo l’antico esercizio della Lectio Divina come metodo per vivere la Scrittura.
“…I primi catechisti sono i nostri genitori, coloro che ci hanno parlato per primi e ci hanno insegnato a parlare. Come abbiamo imparato la nostra lingua madre, così l’annuncio della fede non puo’ essere delegato ad altri, ma accade lì dove viviamo. Anzitutto nelle nostre case, attorno alla tavola: quando c’ è una voce, un gesto, un volto che porta a Cristo, la famiglia sperimenta la bellezza del Vangelo…”
Questo un altro passaggio dell’ omelia del Papa che perfettamente si abbina alla sacralità che i catechisti hanno assaporato visitando nel pomeriggio di sabato il santuario francescano di Greccio, immerso in un’ atmosfera spirituale, di silenzio e contemplazione, legata non solo alla storia, ma anche alla natura e al paesaggio che circonda l’eremo edificato sopra la grotta dove San Francesco nella notte di Natale del 1223 chiese di portarvi un bue e un asino, per ricreare l’atmosfera della famiglia di Betlemme. Celebrò poi in quella notte e in quella grotta l’Eucarestia. Non fu perciò una rappresentazione teatrale, ma un modo semplice e concreto per meditare sul mistero dell’incarnazione, la Parola che si fa viva nelle persone comuni, nella famiglia e nei catechisti che sono ancora prima madri e padri.
“E cosi che i catechisti in-segnano, cioe’ lasciano un segno interiore: quando educhiamo alla fede, non diamo un ammaestramento, ma poniamo nel cuore la parola di vita, affinché porti frutti di vita buona”
Questo uno degli ultimi passaggi dell’ omelia che i catechisti hanno potuto ascoltare in una gremita Piazza San Pietro dove si sono recati domenica mattina, un piazza scaldata da un bel sole, ma soprattutto dal calore umano di chi l’ha vissuta, fedeli provenienti da piu’ parti del mondo riuniti nella gioia e in preghiera con il Papa che durante la celebrazione ha investito del ministero una quarantina di catechisti di varie nazioni.
Prima di riprendere la strada per Senigallia i catechisti nel pomeriggio hanno fatto il passaggio della Porta Santa di San Pietro e una breve visita della Basilica.
Rientrano nelle proprie parrocchie con la gioia nel cuore di avere avuto la possibilità di condividere del tempo, instaurare relazioni e condividere esperienze di catechesi, nel mistero della fede che li unisce, nella preghiera condivisa e nella testimonianza viva.
“Sant’ Agostino rispose: Esponi ogni cosa in modo che chi ti ascolta ascoltando creda, credendo speri e sperando ami.”
Link all’articolo sul sito della Voce Misena: www.vocemisena.it/senigallia-giublleo-catechisti-giorni-speciali




